“Siediti, Barbie!” – Jannik Sinner contro Greta Thunberg: il momento televisivo che ha diviso l’Italia e tenuto il mondo con il fiato sospeso
La sera del 15 febbraio 2026, durante una diretta di Rai Sport a Roma, accadde qualcosa che, nel giro di poche ore, diventò uno dei momenti più virali dell’anno. Il programma “Tennis & Società – Dialoghi sul futuro dello sport” voleva in realtà essere una discussione silenziosa sulla sostenibilità, l’inclusione e il ruolo degli atleti nei dibattiti sociali. Invece, è diventato lo scenario di uno dei duelli televisivi più esplosivi della recente storia dello sport.

Jannik Sinner, numero uno al mondo in carica e neo incoronato vincitore dell’Australian Open 2026, sedeva rilassato in studio quando la presentatrice Eleonora Daniele ha spostato l’argomento sulla “Stagione di tennis verde e inclusiva 2026” avviata da Greta Thunberg. La campagna, che Thunberg ha promosso insieme a diverse federazioni sportive internazionali e organizzazioni LGBTQ+, richiedeva ai giocatori professionisti di indossare simboli visibili di protezione del clima e di inclusione queer per tutta la stagione – dai nastri arcobaleno sulle loro racchette alle speciali magliette da riscaldamento con slogan come “Love Wins – Planet First”.
Sinner aveva già pubblicamente dichiarato in anticipo che non avrebbe preso parte alla campagna. Il suo ragionamento era breve e chiaro: “Gioco a tennis per vincere e per portare gioia alla gente. Non voglio che il mio sport diventi un palcoscenico politico, né per la protezione del clima né per altre questioni. Tutti dovrebbero avere la propria opinione, ma io rimarrò fedele al mio gioco”.
È stato proprio questo atteggiamento a far infuriare Greta Thunberg, collegata come ospite tramite collegamento video. Non appena Sinner ha ribadito la sua posizione, lei lo ha interrotto bruscamente: “Sei un traditore del futuro! Hai milioni di fan, una piattaforma enorme – e ti rifiuti di usarla per sempre? Questo è irresponsabile!” Poi, con un sorriso beffardo, aggiunse: “Siediti, Barbie!” – un riferimento al comportamento calmo, quasi da bambola, di Sinner, che è stato immediatamente percepito come sessista e dispregiativo sui social media.

Lo studio si è bloccato. Il moderatore Daniele ha cercato di calmare gli animi, ma Thunberg ha continuato a parlare, diventando sempre più aggressivo. Ha accusato Sinner di sostenere il “negazionismo climatico di destra”, di essere “queerfobico” e di “abusare dei suoi privilegi di uomo bianco ed eterosessuale”. L’atmosfera si fece sempre più tesa.
Poi arrivò il momento che avrebbe cambiato lo spettacolo per sempre.
Sinner si sporse leggermente in avanti, guardò direttamente nella telecamera e pronunciò esattamente dieci parole con una voce calma, quasi gentile:
“Rispetto la tua opinione, Greta. Ma tu non rispetti la mia. Questa è la differenza.”
Silenzio. Silenzio assoluto, assordante in studio.
Thunberg aprì la bocca ma non riuscì a pronunciare una parola. Potresti letteralmente vederla rimpicciolirsi sulla sedia. Sinner non ha continuato, non ha gridato, non ha fatto gesti: è rimasto seduto lì, calmo, raccolto, con quel sorriso caratteristico, quasi timido, che i suoi fan amano così tanto.
Pochi secondi dopo, il pubblico in studio è scoppiato in un fragoroso applauso. Non educato, non riservato, ma in piedi, rumoroso, entusiasta. Le telecamere hanno catturato diversi spettatori con le lacrime agli occhi. Eleonora Daniele difficilmente ha potuto continuare la trasmissione.
In pochi minuti Internet esplose. La clip con le dieci parole di Sinner è stata condivisa milioni di volte. #Sinner10Parole è arrivato al numero 1 in tutto il mondo in poi
“Sinner doma Thunberg con dieci parole” “Il momento in cui Jannik ha unito la nazione” “Greta contro Jannik – e l’Italia applaude il vincitore silenzioso”

Nei giorni che seguirono, l’incidente divise il Paese come nessun altro evento da anni. Una parte ha celebrato Sinner come simbolo del buon senso, della libertà di dire no senza essere visto come un nemico. Politici conservatori, giornalisti sportivi e milioni di tifosi comuni lo hanno visto come la prova che è possibile stabilire i propri limiti in modo educato ma fermo.
L’altra parte – in particolare i giovani attivisti, parti della comunità LGBTQ+ e movimenti per il clima – lo ha accusato di essere cinico, privilegiato e ignorante delle pressanti crisi mondiali. Lo stesso Thunberg ha scritto il giorno dopo: “Il rispetto è una strada a doppio senso. Chi resta in silenzio mentre il mondo brucia è parte del problema”.
Ma la maggioranza delle reazioni – soprattutto in Italia – sono state chiaramente a favore di Sinner. I sondaggi hanno mostrato che oltre il 68% degli italiani trova la sua posizione “sensata” o “ammirevole”. Anche molti di coloro che simpatizzavano con la campagna hanno elogiato la sua calma e il modo in cui ha evitato l’escalation.
Poco è cambiato per lo stesso Jannik Sinner. Il giorno successivo ha pubblicato solo una foto: lui mentre si allena, con la didascalia “Ritorno al lavoro ❤️”. Nessun commento, nessun grido di trionfo, solo la prova silenziosa che non si lascerà provocare.
L’incidente probabilmente avrà risonanza per molto tempo, non solo come momento televisivo, ma come simbolo di una questione sociale più ampia: quanto impegno politico possiamo o dovremmo chiedere agli atleti? E come ti comporti quando qualcuno dice “no”?
Jannik Sinner ha dimostrato in dieci parole che a volte si può ottenere di più restando calmi che gridando ad alta voce.